Il BLOG di Reformnet

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L’e-government nei Comuni di piccole e medie dimensioni di Cnipa

Il Rapporto presenta un’analisi del profilo dei Comuni che si sono associati nella presentazione di progetti per la costituzione e l’avvio di Cst (Centri servizi territoriali): oltre 4.000 Comuni (3.500 dei quali sotto i 5.000 abitanti) per 50 Cst, sparsi su tutto il territorio nazionale, con una popolazione residente complessiva di 19 milioni di abitanti. L’analisi è stata condotta elaborando le schede compilate dai Comuni aderenti ai Cst – una pre-condizione esplicitamente prevista dal Cnipa per cercare di “saldare” la progettazione dei Centri Servizi al fabbisogno reale espresso dai Comuni – che hanno riguardato una molteplicità di aspetti legati alla gestione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict). Alla rilevazione ha risposto buona parte degli Enti aderenti ai Cst e, di conseguenza, il Rapporto offre uno spaccato sul livello di informatizzazione e sulla diffusione dei servizi di e-gov nei Comuni (specialmente in quelli di piccole dimensioni) estremamente significativo.

Segnaliamo anche la parte del rapporto relativa ai modelli associativi adottati dai costituendi Cst e, in particolare, al riconoscimento del ruolo che le Province hanno giocato in tale processo. Molte Province hanno infatti dato un apporto decisivo nell’affiancare e nel facilitare il processo di aggregazione dei Comuni ai Cst, così come nella successiva fase di progettazione rendendo, inoltre, in molti casi disponibili competenze e risorse tecnologiche spesso non alla portata degli Enti di più piccole dimensioni. Se le Province confermeranno questo orientamento anche nel prosieguo del processo di costituzione dei Cst, daranno senza dubbio prova di una corretta attuazione del loro compito istituzionale di assistenza tecnico-amministrativa ai piccoli Comuni.

 

Scarica il documento: Rapporto_CST

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16 marzo 2010 at 08:41 - Comments

innovazione e domanda pubblica

La domanda pubblica rappresenta per la politica una delle principali fonti di innovazione, nonché, se saputa sfruttare, una imperdibile occasione per rinegoziare ed aggiornare il proprio ruolo; tuttavia tale occasione o non è stata riconosciuta, o se riconosciuta, è stata trascurata perché non sentita come prioritaria. Leggi l’articolo di nicola landucci

18 febbraio 2010 at 16:50 - Comments

twitter e noi

Siamo grati a Marcello Bucci, che sull’ultimo numero di AutAut ci segnala una importante iniziativa del governo del Regno Unito. l Governo inglese ha pubblicato un documento per l’uso di Twitter da parte dei ministeri e delle agenzie governative. Il documento ha una valenza interessante nello sviluppo della comunicazione pubblica, perché riconosce uno strumento molto diffuso, Twitter, come elemento ad uso anche delle pubbliche amministrazioni, ma anche perché il “Template Twitter strategy for Government Departments” è una formidabile guida per un uso pubblico di Twitter. Per questo ne consigliamo vivamente la lettura a chi si occupa di comunicazione pubblica.
Le forme di comunicazione si evolvono moltorapidamente, quelle finora utilizzate sono sempre più affiancate dai social network.
Twitter è uno strumento di indubbio valore e di sviluppi inimmaginabili. Il Governo inglese ha precorso i tempi.
All’inizio del documento troviamo una specie di sunto di Twitter, delle opportunità offerte e dei rischi da cui guardarsi. “Twitter è una piattaforma ‘microblogging’ che consente agli utenti di postare brevi messaggi di testo (fino a 140 caratteri di lunghezza) e conversare con altri utenti attraverso i loro telefoni cellulari o web browser. A differenza di e-mail o messaggi di testo sui telefoni cellulari, queste conversazioni hanno luogo in pubblico”.
scaricalo da qui:http://blogs.cabinetoffice.gov.uk/digitalengagement/file.axd?file=2009/7/20090724twitter.pdf

14 gennaio 2010 at 11:36 - Comments